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Nella notte di De Gregorio Concita

Nora D. studia a Pisa. Ha scelto di raccontare, nella sua tesi di dottorato, le ragioni che portarono alla mancata elezione del presidente della Repubblica nel corso di una celebre congiura politica di alcuni anni prima. Prova a ricostruire la vicenda attraverso il racconto confidenziale di alcuni protagonisti di quelle ore. Intitola il suo lavoro “Nella Notte” perché tutto, come spesso nei momenti cruciali della nostra storia, avvenne tra le sette di sera e le nove del mattino. Ma dove hanno luogo quegli incontri segreti? In quali palazzi, a che ora? Chi è il regista? Nora indaga. Dalle parole dei testimoni ricompone nei dettagli la congiura, si imbatte in un delitto. In virtù della qualità della sua tesi, trova un impiego di prestigio in un centro studi a Roma e arriva nella capitale, oggi. Il suo luogo di lavoro si rivela una centrale di dossieraggio, fulcro di una rete di ricatti e giochi di potere. Una “fabbrica del fango”. Decide di rinunciare all’incarico, ma incontra Alice: la sua migliore amica d’infanzia e giovinezza. Il centro studi diventa per Alice l’osservatorio ideale dove studiare il meccanismo delle tre Esse – Sesso, Soldi, Segreti – che governa l’informazione politica. Insieme le due ragazze avviano un’indagine parallela e segreta che, ripartendo dal delitto di quella notte decisiva, mette a fuoco la Guerra dei dossier: una serie di scandali sessuali che hanno coinvolto personaggi politici di primo piano e hanno cambiato il corso della storia. Muovendosi tra la cronaca politica, descritta nei suoi retroscena con profonda conoscenza delle persone e delle storie reali, e il ritratto di due giovani donne costrette ad agire in un mondo ostile – e molto maschile -, Concita De Gregorio racconta una storia di potere esemplare: la matrice del presente, la minaccia perpetua sul futuro. Un romanzo teso, elettrico, che ha il respiro del thriller e la potenza del ritratto generazionale.

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Entra nel mondo di Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te di Me contro Te

«Ciao ragazzi! Ecco il nuovo fantalibro dei Me contro Te! Come ci avete chiesto in tantissimi, abbiamo deciso di raccontarvi molte cose di noi, della nostra infanzia, delle nostre famiglie, della scuola, degli amici… Un sacco di episodi divertenti di quando eravamo piccoli illustrati con le foto del nostro album! Sfogliando e leggendo questo libro entrerete nel nostro coloratissimo, divertentissimo, allegrissimo mondo e imparerete a conoscerci meglio… E come nel primo libro vi abbiamo riservato tante pagine da completare, colorare, disegnare… Super giochi e super challenge per spassose sfide tra voi! E allora buona lettura a tutto il Team Trote». (Luì e Sofì). Età di lettura: da 7 anni.

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I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Auci Stefania

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

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Il cuoco dell’Alcyon di Camilleri Andrea

“Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell’orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell’azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l’inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l’apparizione nebbiosa di «’na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell’inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L’Alcyon (…) aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo ‘ndispensabili e po’ scompariri». Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l’ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei (…)». Il cuoco dell’Alcyon è «una Iliade di guai».” (Salvatore Silvano Nigro

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Premio Strega 2019, i cinque libri finalisti

Sono stati annunciati i cinque libri finalisti dell’edizione 2019 del Premio Strega, il più importante premio letterario italiano, cioè quelli che compongono la cosiddetta “cinquina”. Ci sono due libri pubblicati da Einaudi, uno da Mondadori, uno da Bompiani e uno da La Nave di Teseo, e tre su cinque sono stati scritti da donne.
M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati
È uno dei romanzi di cui si è parlato di più nell’ultimo anno, scritto dal punto di vista di Benito Mussolini e primo di una trilogia. Comincia nel 1919, anno in cui Mussolini fondò il movimento dei Fasci italiani di combattimento, e si chiude col discorso del 1925, quello con cui cominciò la dittatura fascista. Lo ha pubblicato Bompiani, ed è stato tra le altre cose al centro di un acceso confronto tra lo storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia e lo stesso Scurati. In molti lo considerano il favorito alla vittoria finale.
Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario
È un lungo romanzo ambientato a Torino nella prima metà dell’Ottocento, e ha come protagonista la giovane figlia di un mercante di seta e moglie di un ufficiale londinese, la cui storia è strettamente legata al contesto storico di quegli anni, quelli che portarono alla nascita dell’Italia unita. Lo ha pubblicato Mondadori.
Fedeltà di Marco Missiroli
È il primo romanzo pubblicato con Einaudi da Marco Missiroli, scrittore romagnolo di 38 anni che ottenne un notevole successo nel 2015 con Atti osceni in luogo privato. È ambientato a Milano, e racconta di una coppia e dei tradimenti che ne cambiano gli equilibri. Ha già vinto il Premio Strega Giovani.
La straniera di Claudia Durastanti
È un romanzo di autofiction su una famiglia di emigrati lucani negli Stati Uniti nella seconda metà del Novecento, in cui i due genitori sono sordi e la figlia trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra la Basilicata e Brooklyn. Lo ha pubblicato La Nave di Teseo.
Addio fantasmi di Nadia Terranova
È il terzo romanzo di Nadia Terranova, scrittrice siciliana, e racconta la storia di una donna che torna nella casa della madre a Messina per aiutarla mentre viene ristrutturata. Il tema centrale è l’elaborazione della scomparsa del padre, avvenuta quando era ragazza, ma più in generale l’infanzia e l’adolescenza passata in Sicilia. Lo ha pubblicato Einaudi Stile Libero.
Il premio Strega viene assegnato ogni anno a un autore o autrice che abbia pubblicato un libro di narrativa in Italia tra il primo aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso. I libri della cinquina sono stati scelti – tra i semifinalisti della “dozzina” – dalla giuria complessiva, composta da circa 600 persone tra cui ci sono i cosiddetti 400 “Amici della domenica” (cioè i giurati a vita). Il vincitore sarà annunciato il 4 luglio.

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